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Alcuni strumenti che rispondono alla necessità di contatto del neonato

L’Holding,  è il modo di tenere il neonato tre le braccia, consentendo al piccolo di acquisire un giusto assetto posturale e di non sentirsi abbandonato in uno spazio senza confini tangibili, rafforzando in lui l’idea di continuità e di contenimento.

Questo termine venne usato da Winnicott1 per affermare che la madre è per il bambino l’ambiente che contribuisce al suo sviluppo attraverso il calore delle braccia, delle mani, del corpo, che favorisce una sensazione empatica, pervasiva, tale da divenire il sentimento fondamentale di essere compreso e tenuto insieme: “Il bambino piccolo cade a pezzi se non viene tenuto insieme e, in queste fasi, le cure fisiche sono cure psicologiche”.

Se i genitori cominciano fin dall’inizio ad avere questo tipo di contatto con il loro bambino, esso si svilupperà nel tempo costituendo un costante riferimento affettivo nella relazione, capace di dare al piccolo risposte consolanti e rassicuranti. Essere avvolto dall’adulto gli dà sicurezza, perché gli permette di avere una buona stabilizzazione e, nello stesso tempo un buon allineamento testa-arti.

Il Wrapping consente di tranquillizzare i bambini quando sono particolarmente instabili, avvolgendoli in un telino o in una stoffa di maglia elastica, dando loro un’ulteriore percezione di stabilità corporea e di contenimento. Prima di avvolgere il bambino è bene tenerlo fermo e calmarlo con le mani che riposano, ferme sul suo corpo (resting hands2).

 

 

La Marsupioterapia è una pratica sempre più utilizzata nelle TIN3. Il nome si ispira proprio alla gestazione del canguro, che ha bisogno di trascorrere alcuni mesi della propria vita extrauterina nel marsupio della madre per raggiungere la completa maturazione. Si tratta di una pratica molto semplice che consente di mettere il bambino, dal momento in cui il suo stato è stabile, nudo (eccetto il pannolino) a contatto della pelle della mamma, sul suo torace in mezzo ai seni, avvolgendolo poi con una copertina, per evitare la dispersione del calore. Ovviamente anche il papà può fare da “canguro”. Questo metodo richiede assistenza da parte del personale ospedaliero, e può essere applicato anche se il peso del bambino è basso o durante cure più o meno intensive. Tutti gli studi sull’argomento confermano che i bambini così curati hanno: un sonno più profondo, i pianti più rari, l’energia meglio conservata, l’allattamento e l’attaccamento ai genitori meglio recuperati; hanno una crescita più veloce e le infezioni sono meno frequenti.

Questo metodo può essere usato anche a casa4 con il proprio piccolo, sia per neonati nati a temine, che hanno sempre bisogno di molto contatto e coccole, sia per nati prematuri o instabili dimessi dalle patologie neonatali ed arrivati casa, un nuovo ambiente a cui adattarsi. Infatti il contatto pelle a pelle potrebbe risultare molto utile per calmare il bambino agitato, per aumentare la produzione di latte e per stimolare il bambino ad attaccarsi al seno, soprattutto se nato con un peso inferiore all’età gestazionale, e ciuccia al seno con lentezza.

Il modo in cui il neonato viene maneggiato è importante: è bene raccoglierlo e girarlo sul fianco prima di sollevarlo, per non dargli l’idea di essere sospeso nel vuoto. Essendo il rotolamento il primo movimento che i bambini fanno, imparare ad assecondarlo significa imparare ad essere delicati e rispettosi delle loro competenze motorie.

“… Occorre saper toccare e saper tenere un neonato, e questa abilità non la si impara sui libri di testo. Richiede preparazione e conoscenza sì, ma nello stesso tempo una grande sensibilità perché è un’arte. Nasce da dentro. Nasce dal cuore”.5

Spesso infatti la cura del neonato viene delegata ai professionisti, perché ritenuti più capaci ad interpretare i loro bisogni, mentre è solo la mamma che può comprendere le esigenze più intime del suo bambino, è lei che lo conosce e che ha convissuto con lui per nove mesi, ed è lei che possiede l’istinto e l’intuito necessario per soddisfare le sue richieste.

I bambini che non sono stati adeguatamente toccati e tenuti in braccio sono affamati di questo tipo di attenzioni, e quando diventeranno adolescenti ed adulti potrebbero provare difficoltà nello sviluppo sessuale.

Il massaggio neonatale determina un contatto che non va inteso come – con il tatto -, cioè l’attivazione di uno dei cinque sensi, ma rappresenta: recupero fisico e psichico, trasmissione di sentimenti profondi, intuizione nell’ascolto, rispetto dell’altro, presa di coscienza delle proprie tensioni; determina una comunicazione, tra due persone, immediata.

Leggi la pagina che tratta dei benefici del massaggio infantile.

Mentre dorme nella culla, sul lettone o sul divano, è bene delimitare lo spazio dove il bambino riposa creando un nido6 con degli asciugamani e un lenzuolino. In questo modo sentirà intorno a sé dei confini sicuri e potrà addormentarsi tranquillo, senza avere la percezione di trovarsi nel vuoto.

Se il bambino si addormenta solo nel lettone vicino a voi, consiglio di farlo addormentare all’interno del nido, per poi prenderlo in braccio insieme al suo nido quando si sarà addormentato, e sistemarlo nella culla, sempre all’interno del nido. In questo modo è molto probabile che continuerà a dormire poiché sentirà di meno la lontananza dai genitori, percependo dei confini sicuri intorno a sé.

Fare il bagno deve piacere, perché è un ritorno al grembo materno. Se il bambino non gradisce questo momento è perché vi è un errore nello spazio contenitivo. Infatti le vaschette sembrano assomigliare alla pancia della mamma, in realtà ci sono bambini che nel momento in cui si trovano in uno spazio nuovo che non ritengono contenitivo (soprattutto se le vaschette sono troppo grandi) si spaventano e piangono disperati. Cominciano così ad avere problemi nello stare nudi e non godono nel fare il bagno.

Il mio consiglio è quello, per i primi bagnetti, di spogliare il bambino e di avvolgerlo in un asciugamano di cotone (o un lenzuolo, un pareo di cotone puliti…), e di immergerlo lentamente, mentre lo culliamo, così sistemato in acqua, lasciandogli il tempo di calmarsi e di accettare il nuovo ambiente, per poi aprire l’asciugamano, lasciando quest’ultimo cadere sul fondo della vaschetta.

L’uso del marsupio è diventato comune, anche se circolano pregiudizi non confermati dall’esperienza clinica, sui rischi per la colonna vertebrale, testicoli e sviluppo motorio. L’uso di questo oggetto per gli spostamenti offre indiscutibili vantaggi e comodità. Nelle culture orientali l’abitudine di portare i figli addosso non si è mai perduta, e oggi noi ne scopriamo le caratteristiche di rapporto sensoriale così importanti per il bambino e per noi. Siccome il bisogno immediato sia per il piccolo, che per il genitore, è lo stare insieme, non ci sono controindicazioni all’uso del marsupio fin dalla nascita, basta scegliere il modello giusto e sostenere il piccolo con le mani nelle prime settimane. Ancora meglio la fascia, che dà la possibilità nei primi tempi di un grosso contenimento e può servire fino all’anno e mezzo. Quest’ultima risulta molto utile per continuare il processo di sviluppo dei bambini nati prematuri e dimessi dalle TIN, poiché hanno bisogno ancora di confini sicuri intorno a loro.

Valeria Conti

 

Note e Bibliografia

  1. WINNICOTT Donald, I bambini e le loro madri, 1987.
  2. La tecnica consiste nel posare, gentilmente e senza far pressioni, le mani il più possibile rilassate, su una parte del corpo del bambino, senza muoverle.
  3. Terapia Intensiva Neonatale.
  4. Metodo da sperimentare a casa: porre il bambino con il solo pannolino tra i seni nudi della    madre (o il petto nudo del padre), sterno contro sterno, braccia sui seni e gambine a rana sotto i seni. Porre la parte centrale di un tessuto (ad esempio un pareo) sulla schiena del bambino e avvolgetelo intorno al torace facendo attenzione che la parte superiore del tessuto sia posta all’altezza delle orecchie del bebé; la parte inferiore sotto il sedere. Finito il giro dietro la schiena, annodare il tessuto dove vi conviene. Indossare uno scaldacuore o un’ampia camicia.
  5. MONTESSORI Maria, Il segreto dell’infanzia, 1999, p. 26.
  6. Rotolare uno o due asciugamani insieme in modo da creare un salsicciotto di diametro uguale alla larghezza delle spalle del neonato. Sistemarlo quindi a ferro di cavallo e stendere sopra un lenzuolino, rimboccandolo sotto ai due rami del nido per tenerli vicini. La testa del bambino deve essere posta dalla parte dei due lembi. Il podice deve essere appoggiato sul fondo del nido. I rami devono contenere bene le braccia e le gambe in posizione fetale.
  • DE FIORE Grazia, Portare i bambini. Contatto continuo, come e perché, Coleman Editre, 2006.
  • DE STASIO Serena, Infant Massage: fattore facilitante nelle interazioni diadiche primarie, CorpoNarrante, dicembre 2009, n. 1, 1-3.
  • GRECO Paola., Tatto e contatto. Modalità di contenimento e manipolazione del bambino, D&D, settembre 2003,  n. 42, 43-46.

Negli ultimi 37 anni la ricerca scientifica, per studiare l’efficacia del massaggio infantile, si è in gran parte focalizzata sul neonato prematuro e di basso peso alla nascita. Ad oggi, la maggior parte di queste indagini sono state eseguite nelle unità di terapia intensiva neonatali (NICUs), escludendo i neonati con gravi condizioni cliniche.

Inoltre gran parte della letteratura sul massaggio infantile o tocco dolce, è caratterizzata da studi non randomizzati e non controllati, in cui la vasta gamma di tecniche, di metodologie e di popolazione ha portato a risultati misti.

Lo studio recente preso in considerazione (vedi nota 1) è stato sviluppato con due obiettivi:

(Fase 1) sviluppare, implementare e dimostrare la fattibilità e la sicurezza che un genitore, addestrato al programma di massaggi “tocco/massaggio carezza”, può massaggiare il proprio neonato che presenta patologie complesse;

(Fase 2) condurre uno studio longitudinale controllato e randomizzato (RCT) di massaggio con “mani che riposano” contro lo standard delle cure offerte a neonati compromessi con situazioni cliniche critiche in un ospedale di III livello (CNICC).  Dal momento che questa popolazione non era stata precedentemente studiata, i ricercatori hanno incluso un attento monitoraggio dei segni vitali del bambino durante il massaggio, compresa la frequenza cardiaca, l’ossimetria pulsata e la frequenza respiratoria.

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10 Gennaio 2018
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