Un Tocco d'Amore

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Il legame tra genitori e figli prosegue con il passare degli anni, e il fatto che il bambino abbia superato la fase dello stare in braccio, non significa che non abbia più bisogno della loro attenzione attraverso il contatto.

Allontanato dalle braccia della mamma e del papà, il bambino inizierà ad amare quei momenti di intimità che lo rassicureranno sul fatto che i genitori sono sempre presenti con un sorriso e con un massaggio ricco d’amore.
E’ importante offrire ai bambini il massaggio durante la loro crescita, dall’età del gattonare fino all’adolescenza. Anche i bambini più grandi hanno bisogno di contatto!

Durante il corso di massaggio infantile verranno offerte ai genitori strumenti
e idee per adattare il massaggio al bambino durante la sua crescita, dal gattonare fino all’adolescenza, poiché la pratica del massaggio rappresenta uno strumento per mantenere il legame nelle fasi dello sviluppo. A volte potrebbe rappresentare l’unico contatto corporeo tra genitore e figlio.

Adattare i massaggi può essere difficile; in generale il consiglio da parte mia è quello di seguire la corrente, lasciandosi guidare dal bambino nel modo più appropriato.
La cosa importante è non interrompere il contatto, che cambierà a seconda dei bisogni della famiglia.

Spostamento a carponi
E’ piuttosto difficile il massaggio del bambino che gattona perché, avendo da poco sperimentato la possibilità di movimento autonomo, diventa complesso trattenerlo per i  massaggi.
Meglio non insistere col massaggio, ma proporlo sempre con tanto amore stando alla disponibilità del bambino, che può variare da giorno a giorno e da momento a momento. Leggi il seguito di questo post »

“Questo decalogo non è stato firmato da nessun governo e non è stato discusso da nessuna istituzione internazionale; è frutto della nostra esperienza e della nostra passione per tutti i neonati del mondo. Lo proponiamo come stimolo di riflessione, sperando possa contribuire ad avvicinare sempre più l’età dei grandi a quella dei piccoli”.

1. Diritto al nascere “dolce”
E’ il diritto ad una nascita che rispetta il mistero presente ogni volta che nasce un bambino. E’ il diritto ad una nascita più semplice possibile, ad una nascita medicalizzata soltanto quando è veramente necessario. Auspichiamo un travaglio e un parto nei quali anche il dolore possa essere vissuto in modo “dolce”.

2. Diritto ad essere abbracciato
Dopo il primo respiro, ancora prima di aprire gli occhi, il neonato deve percepire che il mondo lo accoglie abbracciandolo. Attraverso il contenimento in braccia affettuose il bambino può essere traghettato, nel modo più giusto per lui, dall’ambiente uterino al mondo esterno.

3. Diritto a essere consolato e rassicurato
Soltanto un neonato tranquillo e sicuro è in grado di percepire il nuovo ambiente in maniera positiva. Questo fondamentale bisogno precede anche quello di essere nutrito. Per il neonato la prima minaccia alla sopravvivenza è strettamente collegata alla paura di essere abbandonato.

4. Diritto a essere nutrito/allattato
E’ il diritto al nutrimento giusto, al latte materno ogni volta che questo è possibile; è un suo diritto continuare a nutrirsi della sua mamma. Qualunque cibo riceva, deve essere il migliore per lui e deve poter nutrire insieme al suo corpo anche la sua mente.

5. Diritto ad essere stimolato
Per crescere e maturare la mente del neonato deve essere nutrita con gli stimoli giusti; noi siamo il suo primo e principale stimolo. Ogni bambino deve poter interagire con adulti per i quali lui rappresenta qualcosa di significativo. E’ un suo diritto fondamentale essere protetto sia dallo stress che dalla noia.

6. Diritto ad essere curato
E’ un diritto essere curato e assistito con i mezzi più efficaci, meno dolorosi e meno invasivi disponibili. E’ un suo diritto essere curato soltanto in presenza di un malessere che minaccia il suo equilibrio.

7. Diritto ad essere protetto dalle malattie
E’ un diritto poter disporre di ciò che, in maniera innocua, può proteggere dalle malattie e prevenire la necessità di essere curati. Prima ancora dei farmaci è l’ambiente sano e un giusto stile di vita che possono proteggere il bambino dalle malattie.

8. Diritto ad essere protetto dai pericoli
Nel primo periodo della vita nessun bambino è in grado di proteggersi da solo. E’ un suo diritto essere protetto dai pericoli dell’ambiente, mantenendo però la possibilità di fare le esperienze necessarie per crescere.

9. Diritto a potersi esprimere ed essere ascoltato
Dal momento della nascita è un suo diritto potersi esprimere attraverso il pianto o le altre manifestazioni che lo caratterizzano. Fino a quando non potrà utilizzare il nostro linguaggio, dobbiamo essere noi a tradurre in parole le sue emozioni e i suoi pensieri. Ogni adulto dovrebbe impegnarsi a prestare la propria voce a chi, per ora, sa soltanto piangere e sorridere.

10. Diritto a divertirsi ed essere felice
E’ il diritto che dà senso a tutti gli altri; il motivo per il quale tutti noi siamo nati. Ogni bambino deve poter vivere nel modo più felice possibile, il gioco e il divertimento sono la sua vita. Durante tutto l’arco dell’esistenza, conserverà dentro di sé tutti i momenti felici e importanti vissuti dall’istante della sua nascita.

– I diritti del neonato secondo Alessandro Volta –

[Testo tratto dal libro di Alessandro Volta: “Apgar 12. Per un’esperienza positiva del nascere”, Bonomi Editore, 2006].

Al termine del secondo mese di vita, grazie ad un processo maturativo della corteccia cerebrale, da un lato, e all’esperienza, dall’altro, il bambino modifica notevolmente il suo comportamento e acquisisce capacità nuove.

Già il bambino, attraverso l’esercizio dei riflessi, acquisisce pian piano delle nuove abitudini: compaiono le reazioni circolari primarie (1) che consistono nella ripetizione circolare di uno schema d’azione (per esempio un gesto o un vocalizzo), come se il bambino fosse stimolato dal suo stesso risultato, ottenuto la prima volta per caso. Le reazioni circolari primarie sono centrate sul corpo del bambino, e sono il presupposto delle successive acquisizioni del bambino.

Il bambino di due-tre mesi mostra di aver affinato le sue capacità di interagire con la realtà, sia dal punto di vista percettivo che emotivo-relazionale: migliora l’attività visiva e sonora, i tempi di attenzione e le modalità di comunicazione. Leggi il seguito di questo post »

Negli anni ’50 uno psichiatra scozzese, John Bowlby, cominciò a parlare di processo di attaccamento tra il neonato e l’adulto, mettendo in evidenza come la nascita fosse un momento decisamente critico per lo sviluppo della personalità.

Altri studiosi che in quegli anni portarono contributi fondamentali alle conoscenze della psicologia neonatale furono: René Spitz, Jean Piaget e Donald Winnicott.

Nel corso degli anni ’70 cominciò a diffondersi la consapevolezza che i processi di attaccamento, e in particolare la relazione madre-bambino, avvenivano molto precocemente e potevano essere influenzati anche dall’ambiente e dall’organizzazione dei centri nascita. Così studiosi come Leboyer, Odent e Braibanti osservarono il parto e la nascita con occhi nuovi ed esplorarono strade diverse rispetto al passato.

Nel 1982 Klaus e Kennel pubblicarono uno studio dal titolo “Parent-Infant Bonding”, in cui analizzano in modo scientifico la nascita del legame tra i genitori e il loro bambino fin dai primi minuti di vita.

Con il termine bonding si intende il processo di formazione del legame che si crea tra i genitori e il loro bambino. Ogni genitore ha un ruolo nell’avvio di questo processo, e non è mai troppo tardi per attuarlo (basta pensare ai genitori adottivi, o separazioni alla nascita…). E’ un legame profondo, specifico e permanente, che permette di allattare, di cullare, di giocare col proprio bambino, di proteggerlo, di non trascurarlo o abbandonarlo, e permette al neonato di sopravvivere e di adattarsi alla nuova realtà. Leggi il seguito di questo post »

Negli ultimi 37 anni la ricerca scientifica, per studiare l’efficacia del massaggio infantile, si è in gran parte focalizzata sul neonato prematuro e di basso peso alla nascita. Ad oggi, la maggior parte di queste indagini sono state eseguite nelle unità di terapia intensiva neonatali (NICUs), escludendo i neonati con gravi condizioni cliniche.

Inoltre gran parte della letteratura sul massaggio infantile o tocco dolce, è caratterizzata da studi non randomizzati e non controllati, in cui la vasta gamma di tecniche, di metodologie e di popolazione ha portato a risultati misti.

Lo studio recente preso in considerazione (vedi nota 1) è stato sviluppato con due obiettivi:

(Fase 1) sviluppare, implementare e dimostrare la fattibilità e la sicurezza che un genitore, addestrato al programma di massaggi “tocco/massaggio carezza”, può massaggiare il proprio neonato che presenta patologie complesse;

(Fase 2) condurre uno studio longitudinale controllato e randomizzato (RCT) di massaggio con “mani che riposano” contro lo standard delle cure offerte a neonati compromessi con situazioni cliniche critiche in un ospedale di III livello (CNICC).  Dal momento che questa popolazione non era stata precedentemente studiata, i ricercatori hanno incluso un attento monitoraggio dei segni vitali del bambino durante il massaggio, compresa la frequenza cardiaca, l’ossimetria pulsata e la frequenza respiratoria.

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Le coliche gassose rappresentano un frequente motivo di allarme e di preoccupazione per molti genitori che, davanti al pianto inconsolabile del proprio bambino, spesso non sanno che provvedimenti adottare. Un senso di disagio e dolore acuto a causa dell’aria nel pancino sono malesseri molto comuni. Poiché l’apparato gastrointestinale è immaturo al momento della nascita, i neonati hanno bisogno di essere stimolati per indurre l’inizio del suo corretto funzionamento e il massaggio può fornire questo tipo di stimolazione.

Che cosa sono le coliche e come si manifestano?

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Il massaggio è uno degli strumenti di cui disponiamo per aiutare il bambino ad alleviare le sofferenze e le paure. Non possiamo immaginare di eliminare completamente lo stress, poiché nelle giuste dosi è una componente fondamentale per lo sviluppo dell’intelligenza.

Nei momenti di stress la ghiandola pituitaria produce un ormone, l’ormone adrenocorticotropico (ACTH) che attiva gli ormoni adrenergici che organizzano il corpo e il cervello a combattere contro emergenze sconosciute e imprevedibili. Questo ormone stimola la produzione di nuove proteine nel fegato e nel cervello, proteine utili sia per l’apprendimento che per la memoria.

Lo stress, cui i bambini sono sottoposti nell’andare incontro a situazioni sconosciute per trasformarle in qualcosa di familiare e prevedibile, è essenziale per lo sviluppo del loro cervello. Ma lo stress costituisce solo una parte del ciclo di apprendimento: senza il rilassamento, che costituisce il suo opposto ed è egualmente importante, lo stress può portare a una sovrastimolazione, all’esaurimento e a uno shock. Quando allo stress si sovrappone altro stress, senza il sollievo fornito da una identica parte del rilassamento, il corpo comincia ad escludere ogni forma di apprendimento sensoriale, bloccando, di conseguenza, il processo cognitivo.

Quale attinenza ha tutto ciò con il massaggio? Innanzi tutto il massaggio è un modo per far provare ai nostri bambini un’esperienza rilassante e piacevole. Possiamo insegnare ai bambini come rilassare il loro corpo per reagire allo stress (tocco di rilassamento, mani che riposano). Infatti il massaggio infantile: riduce i livelli di stress e degli ormoni indicatori dello stress (cortisolo e norepinephrine), aumenta i livelli di rilassamento e degli ormoni anti-stress (ossitocina e serotonina) e aumenta i livelli di dopamina.

Una ricerca scientifica condotta presso l’Università di Warkwick (UK) su un campione di bambini da 0 a 6 mesi afferma proprio questo. L’équipe di ricercatori del Warwick Medical School e dell’Insitute of Education presso l’Università di Warwick ha passato in rassegna nove studi scientifici riferiti ad un campione totale di 598 neonati di massimo sei mesi. L’équipe ha constatato che i vari studi passati in rassegna consentono di evidenziare risultati significativi rispetto al fatto che i neonati massaggiati piangono meno, dormono meglio e risultano avere un più basso livello di ormoni dello stress in circolo, in particolare il cortisolo, rispetto a quei neonati che non sono stati massaggiati. Uno degli studi analizzati inoltre, ha messo in evidenza che il massaggio infantile potrebbe influire in maniera significativa sul rilascio della melatonina, un ormone prodotto da una ghiandola posta alla base del cervello, la ghiandola pineale o epifisi, che ha la funzione di regolare il ciclo sonno-veglia.

La conclusione degli autori della ricerca è stata che, se rispetto all’effetto del massaggio sui parametri di crescita globale del neonato sono necessarie ulteriori verifiche, evidenze convincenti si danno invece ormai per la capacità di questa pratica di influenzare in maniera positiva la relazione madre-bambino, la qualità del sonno, la diminuzione del pianto e degli effetti biochimici legati alle reazioni a stimoli stressanti.

Penso che la nostra società da un lato sovraccarica i bambini di input, ma dall’altro porta a non accettare il pianto come valvola di scarico della tensione. Questo doppio legame potrebbe portare solo a bambini frustrati con molte ansie e tensioni represse.

Attraverso il massaggio i bambini imparano a gestire ogni input e a reagire con il rilassamento.

Inoltre, osservando la tecnica del massaggio, si potrà osservare un ritmo caratterizzato da una componente di stress e da una di rilassamento.

Un massaggio svolto con regolarità rappresenta un programma di gestione dello stress che avrà valore anche in futuro.

 

Valeria Conti

 

 

 Bibliografia

–          ALLOATTI Giuseppe, Fisiologia dell’uomo, Edi-Ermes, 2005;

–          MC CLURE Vimala, Manuale per insegnanti di massaggio infantile, Erga Edizioni, 2009;

–          SCHMID Verena,Venire al mondo e dare alla luce, URRA ed., 2008.

–          UNDERDOWN A, BARLOW J, CHUNG V, STEWART-BROWN S., Massage intervention for promoting mental and physical health in infants aged under six months, Cochrane Database of Systematic Review, 2006, Issue 4, Art. No CD005038.

Il pianto è uno dei principali mezzi di comunicazione utilizzati dal bambino per esprimere un proprio bisogno e fa parte del dialogo con i genitori o con chi si occupa di loro.

Inoltre il pianto è considerato uno degli stati comportamentali del bambino, quindi un preciso comportamento competente attraverso il quale egli instaura una relazione coi genitori.

I bambini durante il massaggio, come in altri momenti della giornata, piangono per molte ragioni: hanno troppo caldo o troppo freddo, sono stanchi, hanno fame, vogliono essere cambiati. Oppure piangono per un malessere fisico: sono sensibili al contatto, non si sentono comodi in quella posizione, sono eccessivamente stimolati. Altrimenti possono piangere per un sovraccarico di tensione: c’è troppa gente intorno a loro e sono frastornati da suoni, rumori, luci e da un eccesso di stimoli. In questi casi potrebbero avere la nostalgia dell’utero materno, di cui conservano ancora la memoria sensoriale di totale appagamento e quiete. Talvolta piangono per una necessità: scaricare l’ansia e liberarsi dallo stress accumulato. Il massaggio è un ottimo strumento per facilitare ciò nel bambino, perché aiuta a rilasciare le tensioni o emozioni riducendo gli ormoni dello stress e aumentando i livelli degli ormoni del rilassamento.

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Alla nascita il neonato umano si trova in una condizione alquanto diversa rispetto a quella della maggior parte degli animali. Egli infatti si trova in uno stato di dipendenza quasi totale nei confronti dei genitori e, in generale, dell’ambiente circostante.

Lo sviluppo del sistema nervoso centrale, e di conseguenza l’ingrossamento della capacità cranica, ha determinato un meccanismo di selezione naturale che avrebbe favorito la nascita di piccoli ‘prematuri’, con una dimensione della testa e uno sviluppo cerebrale incompleto, rispetto a piccoli più maturi ma che avrebbero potuto essere partoriti solo con gravi difficoltà, a causa dell’enorme grandezza cranica rispetto a quella del canale del parto. Da ciò deriverebbe il fatto che una parte significativa dell’accrescimento endouterino avviene dopo la nascita, restando il bambino nelle prime settimane in gran parte disadattato alla sopravvivenza sia sotto il profilo dell’adattamento motorio sia dal punto di vista dell’adattamento cognitivo e sociale.

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News

10 Gennaio 2018
Sono aperte le iscrizioni ai corsi per la prima infanzia presso lo Studio Terra Madre di Cologno Monzese
Terra Madre

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